La Belotti va in orbita con Vega

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La Belotti va in orbita con Vega

L’azienda di Suisio ha realizzato l’impianto per la lavorazione dei serbatoi del razzo lanciato lunedì.
Il settore aerospaziale sempre più strategico per la società, che ricava il 90% del fatturato dall’estero.

Nel vettore Vega che ha spiccato il volo qualche giorno fa dalla Guyana francese c’è anche un «pezzo» della Belotti Spa di Suisio, specializzata nella rifilatura di materiali compositi. L’azienda bergamasca, infatti, sempre più orientata verso il settore aerospaziale, ha messo in campo il proprio know-how per realizzare un impianto speciale per la lavorazione di tre moduli, ovvero delle sorta di serbatoi dove è contenuto il carburante del razzo.
La Belotti si è occupata della progettazione meccanica ed elettronica dell’impianto e delle fasi di montaggio: queste ultime hanno richiesto la presenza di sei tecnici e due programmatori in pianta stabile per oltre cinque mesi a Colleferro, in provincia di Roma, dove ha sede Avio, il gruppo che si occupa di progettazione e produzione di componenti e sistemi per la propulsione aerospaziale, che ha commissionato il progetto del valore di 2 milioni di euro.

 

I numeri

14Milioni. In fase di crescita, la Belotti Spa per il 2012 prevede un giro d’affari di 14 milioni di euro.

70Dipendenti. Sono le persone occupate allo stabilimento di Suisio, mentre altre 10 lavorano al sito produttivo di Sacile, in provincia di Pordenone.

3500Metri quadrati. È la superficie coperta che occupa lo stabilimento bergamasco. L’azienda non esclude un ampliamento del sito produttivo.

20Metri. È la lunghezza dell’impianto realizzato dalla Belotti per la lavorazione di tre moduli (serbatoi) poi installati nel vettore Vega.

Le fasi della lavorazione

«Si è trattato di un lavoro molto importante - spiega l’amministratore delegato Umberto Belotti, 35 anni, una laurea in Economia e commercio nel cassetto - che ha visto l’azienda impegnata dal 2004, anno in cui si è aggiudicata la commessa, e che ha portato alla realizzazione di un impianto lungo 20 metri, alto 9 e largo 6». Il progetto si è articolato in tre fasi: «Siamo partiti con la tornitura della protezione termica, in materiale composito molto simile alla gomma, che avvolge i singoli moduli e che serve per proteggerli dalle alte temperature interne al vettore. Successivamente i moduli sono stati rivestiti da fibra di carbonio, una sorta di «calza» che fa da rivestimento». E ancora: si è proceduto alla fresatura della fibra di carbonio in eccesso alle due estremità dei moduli, per poi realizzare dei fori dove inserire gli anelli di alluminio che collegano un modulo con l’altro. La fase finale ha previsto la cosiddetta «tastatura», in cui una sonda verifica l’esatta posizione dei moduli all’interno della macchina, per poi concludere con la fresatura della guarnizione di tenuta tra i tre moduli, che in questo modo sono pronti per l’assemblaggio.

Alle spalle 30 anni di storia

«Tutte fasi che hanno richiesto una capacità di progettazione molto alta», puntualizza Belotti. Le competenze si sono affinate in oltre trent’anni di attività: la società è stata infatti fondata nel 1979 da Luciano Belotti (padre di Umberto), che oggi ricopre la carica di presidente. Nata come azienda attiva nella produzione di impianti automatici per la rifinitura di materiale plastico, ha compiuto «il salto di qualità negli ultimi 15 anni», rivolgendosi in particolare ai settori dell’aeronautica civile e militare, aerospaziale e dell’auto. «Realizziamo impianti per la produzione di componenti ad hoc per Airbus e Boeing ad esempio, con il duplice obiettivo di conferire robustezza alle parti e allo stesso tempo di renderle leggere; mentre per quanto riguarda le automobili mettiamo a punto impianti per la produzione degli interni dell’auto».

Le previsioni di crescita

La Belotti, che conta una settantina di dipendenti, negli ultimi anni guarda soprattutto ai mercati esteri (India, Cina, Stati Uniti, Russia, e, per quanto riguarda l’area europea, Francia e Inghilterra in particolare), da cui deriva il 90% circa del fatturato, che nel 2011 si è attestato a 10 milioni di euro, mentre quest’anno la previsione è di chiudere a 14 milioni. «Le aspettative di crescita sono buone - prosegue Umberto Belotti - anche per questo non escludiamo la possibilità di ampliare lo stabilimento di Suisio, che attualmente occupa un’area di 3.500 metri quadrati coperti». Oltre al sito produttivo bergamasco l’azienda conta uno stabilimento a Sacile, in provincia di Pordenone, che occupa 10 addetti, dove sono effettuate produzioni particolari di macchine, oltre all’assistenza al cliente.